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La sindrome di Eustachio. Storia italiana delle scoperte dimenticate

Finalista 2018

Autore:
Opera:
La sindrome di Eustachio. Storia italiana delle scoperte dimenticate
Casa editrice:
Bompiani
Opera

L'innovazione è stata a lungo italiana e lo è ancora, ma schiacciati come siamo dalla propaganda da Silicon Valley che confonde consapevolmente innovazione con successo commerciale ce ne siamo dimenticati, o forse non l'abbiamo mai saputo. Massimo Sideri, firma del «Corriere della Sera» ed esperto di innovazione, sfoglia il passato remoto e prossimo isolando una serie di cortocircuiti scientifici e tecnici che sono da attribuire a uomini di genio italiani e che curiosamente sono poco noti.

Dagli occhiali al vuoto, dal pianoforte alla matita, dal copyright ai primi libri tascabili, dal microchip alle cellule staminali, una lista curiosa che rivela i risultati della creatività italiana all'opera.


Giudizio della Giuria

«Chi sopporterebbe gli scherni che il merito riceve?» già si interrogava Amleto. Ne sanno qualcosa i dimenticati o i semisconosciuti innovatori destinati a sopportare nello scorrere degli anni, quando non dei secoli, lo scherno del silenzio o l'amara beffa di vedere assegnati ad altri merito e gloria della scoperta. Massimo Sideri con questo suo “La sindrome di Eustachio. Storia italiana delle scoperte dimenticate” rende ora il dovuto riconoscimento a molti trascurati inventori italiani, dei caratteri mobili come del microchip, degli occhiali come del pianoforte, delle banche come del robot, della matita come del primo libro tascabile. Con la riconoscenza, fra gli altri, di Meucci, padre del telefono, di Torricelli scopritore del vuoto, di Bellini che ha disegnato il pc, soprattutto di Bartolomeo Eustachi che si è meritato il titolo del libro.

Pier Francesco Gasparetto

Autore

Massimo Sideri

Massimo Sideri è giornalista e innovation editor per il “Corriere della Sera” dove lavora dal 2000. Per il quotidiano di via Solferino ha seguito i grandi scandali finanziari dell’industria e del calcio mentre le sue inchieste si sono concentrate sulle conseguenze socio-economiche del progresso tecnologico e del rapporto tra uomini, robot e intelligenza artificiale. Dal 2015 è direttore del Festival dell’Innovazione Galileo di Padova. Tra i suoi libri ricordiamo Banda stretta (2011, con Francesco Caio), Tecnologismi (2013) e il giallo sul mondo della stampa Free Press (2010).

Altre opere Edizione 2018