Finalista edizione 2023

Opera:
La salita dei giganti. La saga dei Menabrea
Casa editrice:
Feltrinelli
Opera
Francesco Casolo (1974), milanese, vive a Gressoney-La Trinité. Appassionato di montagna, è docente di Storia del cinema presso l’Istituto europeo di design (Ied). Per Feltrinelli ha pubblicato, insieme ad Alì Ehsani, Stanotte guardiamo le stelle (2016), tradotto in Francia, e I ragazzi hanno grandi sogni (2018). È lo sceneggiatore del pluripremiato cortometraggio Baradar, ispirato alla storia di Alì Ehsani e finalista ai David di Donatello, con la regia di Beppe Tufarulo.
Giudizio della Giuria

La Belle Époque è alle porte e il cinema sta per essere inventato quando, il 29 agosto 1882, Carlo Menabrea organizza un sontuoso ricevimento per festeggiare l’acquisto di un castello poco lontano da Biella. Nessuno in città ha intenzione di perdersi l’evento, ma pochi sanno che l’origine di tanta fortuna risiede in una scommessa fatta trent’anni prima: il padre di Carlo, Giuseppe, walser di Gressoney, che come i suoi antenati valicava a piedi i ghiacciai per commerciare lana e prodotti di artigianato in Svizzera, ha deciso di puntare tutto su una bevanda, la birra. Quando nel cielo sopra il castello esplodono i fuochi d’artificio che illuminano il cortile a giorno e si riflettono sul volto di Carlo, anche la sua secondogenita Eugenia, che tutti chiamano Genia, avrebbe qualcosa da domandargli: perché, qualche settimana prima, ha insistito perché fosse lei, e non le sue sorelle, ad accompagnarlo in montagna? E perché, raggiunta la vetta, al cospetto dei Giganti del Monte Rosa, ha tanto voluto che lei, a soli sei anni, assaggiasse la birra? Fra amori, gelosie, gloria e cadute – e un destino che, come una valanga, colpisce sempre nello stesso punto –, solo più tardi Genia intuirà quello che suo padre non aveva osato dirle: quel sorso di birra era un rito iniziatico. È lei la prescelta, l’erede designata per portare avanti la tradizione di famiglia, anche se nessuno vuole fare affari con una donna. Per riuscirci Genia dovrà, con l’aiuto della madre, diventare un Gigante, come suo padre e suo nonno e come le montagne ai piedi delle quali sono cresciuti tutti loro.

Grazie a un accurato lavoro di ricerca, Francesco Casolo ha costruito un’appassionante saga familiare, epica e intima al tempo stesso, in cui le donne si ritagliano il proprio spazio nella storia con determinazione e coraggio.

Motivazione della giuria:

Il romanzo è ambientato tra la città di Biella, il più importante polo laniero del paese, e Gressoney, un ridente borgo valdostano posto ai piedi del Monte Rosa, e si snoda negli anni posti a cavallo tra Otto e Novecento. Si propone di illustrare un periodo della storia aziendale della Birra Menabrea tramite la narrazione delle vicende vissute dalla famiglia fondatrice dell’impresa, di Joseph il capostipite, di Carlo il continuatore dell’attività, poi di “quattro donne” – Eugenia, moglie di Carlo e delle loro figlie Albertina, Maria e Genia – ed, infine, del marito di quest’ultima, Emilio Thedy.

Dalla narrazione emergono in tutta evidenza le figure di Eugenia e delle figlie, in particolare di Genia, dotate tutte di una forte personalità, che impressero all’azienda un significativo sviluppo dopo la prematura scomparsa di Carlo.

Le radici della loro forza d’animo si fondavano sull’origine alpina della famiglia, in quanto proveniente da Gressoney, ove alla fine del XIII secolo si insediò una colonia originaria della Svizzera meridionale. Questi migranti si dettero dapprima ai lavori agricoli e all’allevamento ovino e bovino d’alta quota e, successivamente, a partire dal secolo XVI, al commercio dei tessuti di lana, trasferendo attraverso gli impervi valichi alpini le lane biellesi verso le fiere della Svizzera e della Baviera. Tramite queste dure attività di colportori, riuscirono a conseguire notevoli guadagni che impiegarono poi nell’acquisto di attività commerciali oltralpe, ma anche nell’avvio di nuove iniziative imprenditoriali in Valle d’Aosta e Piemonte, come la produzione e la vendita della Birra Menabrea a Biella.

Dal racconto emerge un esempio di imprenditorialità eroica d’altri tempi e, contemporaneamente, una testimonianza di donne dotate di una straordinaria forza d’animo, veri “anelli forti” – facendo riferimento al titolo di una nota ricerca di Nuto Revelli sulle donne della montagna cuneese – alle quali le giovani generazioni non dovrebbero mancare d’ispirarsi.

Claudio Bermond

Autore

Altre opere Edizione 2023