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Attacco alla Banca d'Italia. La difesa di Paolo Baffi

DESCRIZIONE OPERA:

Beniamino Andrea Piccone, Wealth Advisor presso Banca Generali, storico dell’economia, insegna Sistema finanziario presso l’Università Carlo Cattaneo - LIUC di Castellanza e all’Istituto Marangoni di Milano. Ha lavorato a Milano e a Londra in banche d’investimento e società di gestione del risparmio. Collaboratore di «La Repubblica» e «Milano Finanza», è l’animatore di «Faust e il Governatore», apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico. Ha curato il volume di Paolo Baffi Parola di Governatore con Sandro Gerbi (2013); il carteggio tra Paolo Baffi e Arturo Carlo Jemolo, Anni del disincanto. Lettere 1967-1981 (2014); i volumi di Paolo Baffi Servitore dell’interesse pubblico. Lettere 1937-1989 (2016) e Via Nazionale e gli economisti stranieri 1944-1953 (2017), tutti editi da Aragno. È l’autore di L’Italia: molti capitali, pochi capitalisti, Il Sole 24 Ore (2019), prefazione di Francesco Giavazzi.

Attacco alla Banca d'Italia. La difesa di Paolo Baffi (2025)

Colmando un’analisi storica che sorprendentemente mancava, Beniamino Andrea Piccone ricostruisce l’attacco politico-giudiziario che colpì la Banca d’Italia il 24 marzo 1979, da considerarsi un giorno nero per la storia italiana. Paolo Baffi, governatore della Banca d’Italia e Mario Sarcinelli, vicedirettore generale con delega alla vigilanza, in modo pretestuoso e grottesco furono accusati dalla Procura di Roma di interesse privato in atti d’ufficio e favoreggiamento personale per non aver trasmesso all’autorità giudiziaria notizie contenute in un rapporto ispettivo sul Credito Industriale Sardo, istituto di credito pubblico che aveva largamente finanziato il gruppo chimico SIR di Nino Rovelli, oggetto di indagine da parte della magistratura. La Banca d’Italia di Baffi e Sarcinelli – ben diversa sul fronte della vigilanza da quella diretta da Guido Carli – dava fastidio. A chi? Alla P2 di Licio Gelli, a Michele Sindona, a Roberto Calvi, al gruppo Caltagirone indebitato fino al collo con Italcasse. Ai quali Baffi aggiunge alcuni giornalisti e magistrati, «finanzieri vaticani e dirigenti di qualche istituto centrale di credito; uomini politici e loro caudatari; alti funzionari dello Stato». Nel volume si evidenzia come i mandanti dell’attacco alla Banca d’Italia siano gli stessi che verranno condannati in via definitiva per la strage di Bologna del 1980, ai quali Baffi e Sarcinelli bloccarono le vie di finanziamento occulte provenienti dal Banco Ambrosiano. Paolo Baffi e Mario Sarcinelli verranno prosciolti da ogni accusa l’11 giugno 1981. Troppo tardi per Baffi, che ormai aveva lasciato Via Nazionale (ottobre 1979), e per Sarcinelli, cui di fatto si impedì di diventare a sua volta governatore.

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA:
Con questo volume, Beniamino Andrea Piccone rinverdisce il genere autoriale del saggio storico che è anche pamphlet e invettiva civile. Il 24 marzo 1979 Paolo Baffi, governatore della Banca d’Italia, e Mario Sarcinelli, direttore generale, vengono – per l’intransigenza mostrata nella gestione del crac del gruppo chimico Sir – travolti per via giudiziaria dal blocco di potere democristiano che ha connessioni con Vaticano e massoneria deviata. Piccone ricostruisce quella pagina molto citata, ma poco studiata, della nostra storia adoperando carte pubbliche e private spesso inedite. Una scelta non scontata in un Paese dalla memoria corta come il nostro. Una scelta per certi versi coraggiosa, perché è presente nella tradizione italiana la consuetudine a non disseppellire i grandi fatti tragici della nostra storia.

Edizione:
2026
Casa editrice
Beniamino Andrea Piccone
Attacco alla Banca d'Italia. La difesa di Paolo Baffi | Premio Biella Letteratura Industria

Autore

Beniamino Andrea Piccone

Beniamino Andrea  Piccone | Premio Biella Letteratura Industria

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