DESCRIZIONE OPERA:
Luciano Segreto insegna Global economy all’Università di Firenze e Storia dell’impresa italiana all’Università Luigi Bocconi di Milano; è autore di numerosi studi sulla storia dell’industria e del mondo finanziario. Tra i suoi libri: Credito Emiliano 1910-2010. Dalle radici agricole alla diffusione nazionale (con Gian Luigi Basini, Laterza, 2010) e L’economia mondiale dopo la guerra fredda (Il Mulino, 2018). Presso Feltrinelli sono apparsi I Feltrinelli. Storia di una dinastia imprenditoriale (1854-1942) (2011).
Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini e la fine di un grande gruppo industriale (Feltrinelli, 2025)
I Ferruzzi sono stati protagonisti di una delle più significative esperienze imprenditoriali del Novecento italiano. Figlio di contadini romagnoli, Serafino Ferruzzi fu il costruttore di un impero silenzioso in meno di vent’anni. Cereali, zucchero, oli vegetali, cemento. Navi, silos e oltre un milione di ettari coltivati, sparsi tra le Americhe e l’Italia. Un gigante con radici nella terra e lo sguardo sul mondo. Dopo di lui, Raul Gardini guidò il gruppo verso i vertici dell’industria italiana ed europea, entrando nel settore petrolchimico, farmaceutico e dei nuovi prodotti dell’agro-business attraverso l’acquisizione della Montedison, fino a raggiungere dimensioni senza precedenti. Con oltre 250 stabilimenti sparsi tra Europa, America e Asia, Ferruzzi-Montedison incarnò la forza e l’ambizione dell’imprenditoria italiana sulla scena internazionale. Incapace tuttavia di uscire dalla mentalità padronale, che poteva funzionare a Ravenna, per passare a una cultura imprenditoriale da grande azienda, dove quella mentalità non era adeguata, Gardini finì per contribuire in maniera decisiva alla crisi del gruppo sia in termini gestionali che finanziari. L’inchiesta Enimont svelò un sistema di relazioni pericolose, dove politica, finanza e industria si muovevano nell’ombra. Gardini, il giocatore, venne risucchiato in una spirale di errori, pressioni, silenzi e decisioni drammatiche. Il mondo bancario, che pure aveva collaborato alla crescita del gruppo, nel giugno del 1993 prese il controllo di Ferruzzi-Montedison. Un processo segnato da un’enorme anomalia, secondo l’Autorità garante della concorrenza: il secondo maggiore azionista, Mediobanca, prima si trasformò in advisor per poi diventare, in una fase successiva rispetto al completamento della ristrutturazione, l’azionista di riferimento. Il gruppo si sgretolò sotto il peso delle proprie contraddizioni: una governance troppo personale, una struttura finanziaria instabile e un capitalismo familiare non pronto a reggere l’urto della globalizzazione. Questa è la storia di un’ascesa vertiginosa e di un crollo rovinoso. Un intreccio di potere, ambizione e misteri mai del tutto chiariti. Luciano Segreto ricostruisce questa vicenda attraverso documenti inediti, testimonianze dirette dei principali protagonisti e materiali giudiziari.
MOTIVAZIONE DELLA GIURIA:
Un saggio di respiro ampio, che ricostruisce la parabola ascendente e discendente di uno dei più grandi gruppi industriali italiani del '900, il Gruppo Ferruzzi, e lo fa in modo approfondito, attingendo anche a documenti inediti dell'archivio della famiglia. Ma Luciano Segreto, tra i più importanti storici dell'economia e dell'impresa, nel suo Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini e la fine di un grande gruppo industriale (Feltrinelli), non si limita a restituire con limpidezza un capitolo della storia del Paese, dal boom a Mani Pulite. Al centro, l'autore pone due figure che incarnano le anime del capitalismo familiare del secolo scorso: da una parte Serafino Ferruzzi, "figlio di contadini" e di un'Italia d'altri tempi, che costruisce un impero agroindustriale partendo da una rappresentanza di fertilizzanti; e dall'altra, dopo la morte di Ferruzzi, Raul Gardini, suo genero, manager lanciato nell'impresa di creare un grande polo chimico con l'operazione Enimont, da cui è travolto. Intorno, un affresco in cui trovano posto la trasformazione dell'economia mondiale, la crescita del potere delle banche, i rapporti con la politica, e la questione, non ultima, della deindustrializzazione del Paese, che oggi ridimensiona le attese dell'Italia anni '80 e '90.
Luciano Segreto insegna Storia economica internazionale e Storia della finanza alla Facoltà di Scienze politiche di Firenze; è autore di numerose pubblicazioni sulla storia dell'industria e del mondo finanziario. Tra le sue opere più recenti ricordiamo Giacinto Motta. Un ingegnere alla testa del capitalismo industriale italiano (Laterza 2005); Europe at the Seaside. The Economic History of Mass Tourism in the Mediterranean (Berghahn Books 2009); con Gian Luigi Basini, Credito Emiliano 1910-2010. Dalle radici agricole alla diffusione nazionale (Laterza 2010).