x
logo not found

Hate speech. Il lato oscuro del linguaggio

DESCRIZIONE OPERA:

Chi parla, soprattutto se da posizioni di autorità  o in contesti istituzionali, ha una pesante responsabilità : ciò che diciamo cambia i limiti di ciò che può essere detto, sposta un po’ più in là  i confini di ciò che viene considerato normale, assodato, legittimo. E cambiare i limiti di ciò che può essere detto cambia allo stesso tempo i limiti di ciò che può essere fatto: ci abituiamo a una mancanza di attenzione e vigilanza sulle parole, che rende più accettabile la mancanza di vigilanza sulle azioni. Il silenzio, l’indifferenza o la superficialità  con cui spesso accogliamo gli usi offensivi di altri corrono il rischio di trasformarsi in consenso, approvazione, legittimazione – e muta noi in complici e conniventi. Così il libro indaga una delle declinazioni più interessanti del tema della violenza: quello che è diventato comune chiamare hate speech (”˜linguaggio d’odio’ o ”˜discorso d’odio’). Con questo termine si indicano espressioni e frasi che comunicano derisione, disprezzo e ostilità  verso gruppi sociali e verso individui in virtù della loro mera appartenenza a un gruppo; le categorie bersaglio dei discorsi d’odio vengono identificate sulla base di tratti sociali come etnia, religione, genere, orientamento sessuale, (dis)abilità . Lo hate speech raccoglie usi discorsivi estremamente vari: dalla propaganda nazista alle leggi sull’apartheid, dal discorso ideologico di certe formazioni politiche fino agli esempi quotidiani di linguaggio d’odio divenuti ormai tristemente frequenti. Un tema diventato ancor più d’attualità  con il diffondersi dei nuovi media: commenti sessisti, insulti razzisti e attacchi omofobici hanno trovato un ambiente ideale per esprimersi online, dove spesso mancano mediazioni, filtri o (auto)censure.

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA:

Il saggio di Claudia Bianchi mostra la sbalorditiva potenzialità  distruttrice di un uso violento, distorcente, denigratorio della semplice parola (e perfino del silenzio), che può essere piegata artatamente a fini di potere, di controllo e annientamento. E lo fa fornendo rapidi strumenti per orientarsi nella scienza del linguaggio e nella forma del discorso, analizzando esempi ben scelti (dalla letteratura al dibattito politico americano) e rivelando come la manipolazione linguistica sia un aspetto profondo di fenomeni all'apparenza lontani come il femminicidio, il razzismo e i crimini d'odio.

Ida Bozzi

Edizione:
2022
Hate speech. Il lato oscuro del linguaggio | Premio Biella Letteratura Industria

Autore

Claudia Bianchi

Claudia Bianchi è professoressa ordinaria di Filosofia del linguaggio presso la Facoltà  di Filosofia dell’Università  Vita-Salute San Raffaele di Milano. I suoi interessi vertono su questioni teoriche negli ambiti di filosofia analitica del linguaggio, pragmatica e filosofia del linguaggio femminista. È presidente del consiglio del Corso di laurea in Filosofia dell’Università  San Raffaele di Milano e fa parte del comitato di direzione del centro Gender (Interfaculty Centre for Gender Studies) e della SWIP Italia (Society for Women in Philosophy). Per Laterza è autrice di Pragmatica del linguaggio (2003) e Pragmatica cognitiva. I meccanismi della comunicazione (2009).

Claudia Bianchi | Premio Biella Letteratura Industria

Partner

In collaborazione con

Sponsor

Sponsor Tecnici

© Copyright 2026 Città Studi S.p.A - P.iva 01491490023
Company Info | Privacy Policy | Cookie Policy | Preferenze Cookie