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Invisibile è la tua vera patria. Reportage dal declino. Luoghi e vite dell'industria italiana che non c'è più

Finalista edizione 2014

Opera:
Invisibile è la tua vera patria.
Casa editrice:
Il Saggiatore
Opera

Sono acciaierie, raffinerie, manifatture, miniere. Spazi immensi, milioni di metri cubi strappati alla natura e trasformati radicalmente, in cui si dispiega una forza organizzativa senza requie. Chilometri di ingranaggi, tonnellate di lamiere, fiumi di metallo liquido a innalzare cattedrali dal cuore meccanico. E poi, un giorno, il presente glorioso diventa passato, lasciando soltanto scheletri e fantasmi di polvere. Polvere nera.

Un’auto accosta di fronte a quelle sopravvivenze, un uomo scende e procede a passi lenti a bordo strada. Osserva ciò che resta di quel lavoro potente e incessante. Si chiama Giancarlo Liviano D’Arcangelo ed è in viaggio tra alcuni dei siti più rappresentativi dell’archeologia industriale italiana. Per capire che cosa accade quando le macchine si fermano per sempre.

Liviano D’Arcangelo ha raccolto le testimonianze delle vittime della devastazione ambientale e ricostruito le storie personali e collettive legate a quei luoghi di magnificenza e squallore, in cui da sempre l’uomo sottomette ed è sottomesso. Dal Piemonte alla Sicilia, il paese è disseminato di relitti della grande industria.
Dalle acciaierie Ilva di Taranto, ancora semifunzionanti, alla centrale elettronucleare sul fiume Garigliano, in Campania, fino alle miniere di Montevecchio, nel Medio Campidano. E poi i luoghi che documentano il ruolo cruciale di alcune famiglie, come gli Olivetti a Ivrea, i Florio a Palermo o i Crespi in Lombardia, imprenditori tessili e fondatori di un villaggio operaio divenuto patrimonio dell’umanità.
Invisibile è la tua vera patria unisce la forza persuasiva del reportage alla suggestione di una narrazione in costante movimento tra passato, presente e futuro, e così individua le eredità materiali e spirituali della stagione della grande industria italiana, tra promesse e inganni, benessere diffuso e degrado, ricchezza concreta e interessi privati assurti a bene comune. Per comprendere in che modo, nel nostro paese, è deflagrato lo scontro tra tecnologia e umanesimo. E tracciare, se possibile, un bilancio dei vinti e dei vincitori.


Giudizio della Giuria

"Un ritratto in contumacia dell’industria italiana, un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso i luoghi e le ambizioni di una modernità mancata. E, insieme, un personalissimo resoconto autobiografico, che intreccia tra loro i ricordi di una non remota infanzia meridionale e le inquietudini di un giovane intellettuale di oggi, alle prese con quel che resta di fallimenti, utopie e rivoluzioni solamente annunciate. Libro singolare e di forte impatto sul lettore, Invisibile è la tua vera patria di Giancarlo Liviano D’Arcangelo conferma il talento di uno scrittore che già nelle sue prove precedenti ha saputo seguire il filo nascosto di una realtà troppe volte evocata attraverso la pigrizia degli stereotipi. Il suo è un racconto di idee che, con l’esattezza del reportage e la ricchezza del romanzo, ci mostra da una prospettiva insolita la città siderurgica dell’Ilva a Taranto e la scacchiera ordinata del villaggio operaio edificato dai Crespi sulle rive dell’Adda, con una tappa d’obbligo a Ivrea, capitale provvisoria di un’Italia che Adriano Olivetti avrebbe voluto più solidale e tecnologica, nel segno di un umanesimo finalmente compiuto. In ciascuna stazione di questo percorso dolente eppure mai rassegnato, siamo testimoni di una possibilità e di un fallimento: l’impero effimero dei Florio in Sicilia, il declino della Sardegna mineraria, l’abbaglio colpevole della centrale nucleare del Garigliano sono esempi indimenticabili di una storia che, finora, non era mai stata ripercorsa con altrettanta lucidità e partecipazione. Ma l’elemento più sorprendente del libro – nel quale si integra un intenso dossier di immagini allestito da un gruppo di eccellenti fotografi – è il capitolo finale, ambientato tra i ruderi del luna park dismesso dell’Eur, a Roma. È su questo improbabile campo di battaglia che si consuma la disfatta di un’operosità antica e si annuncia il trionfo della società dello spettacolo, ormai incapace di distinguere tra tempo del lavoro e tempo della festa. «Tutto era simulazione – scrive Giancarlo Liviano D’Arcangelo –, e la simulazione non era solo uno dei mille segni intorno, ma era il segno principale, era la fine»."

Alessandro Zaccuri

Autore

Giancarlo Liviano D'Arcangelo

Giancarlo Liviano D’Arcangelo è nato a Bologna nel 1977 ed è cresciuto a Martina Franca. È scrittore e studioso di mass media. Nel 2007 ha pubblicato il romanzo d’esordio Andai, dentro la notte illuminata (peQuod), finalista al Premio Viareggio. Nel 2011 è uscito per Fandango il reportage narrativo Le ceneri di Mike (Premio Benedetto Croce, Premio Sandro Onofri). Ha pubblicato racconti per le antologie La storia siamo noi (Neri Pozza 2008) e Juve! (Rizzoli 2013). Fa parte della redazione di Nuovi Argomenti e scrive di cultura sull’Unità.

Altre opere Edizione 2014